Il fabbisogno energetico per la Ventilazione Meccanica Controllata

on Mercoledì, 28 Ottobre 2015. Posted in Diagnosi Energetica, Efficienza Energetica

Calcolo da norma UNI TS 11300–1:2014

Il fabbisogno energetico per la Ventilazione Meccanica Controllata
Dal primo ottobre 2015 tra i servizi energetici che rientrano nel calcolo della prestazione energetica degli edifici è stata inserita anche la Ventilazione, che si calcola facendo riferimento alla norma UNI TS 11300-1:2014. La presenza in un edificio della Ventilazione Meccanica Controllata – VMC- assume così un nuovo peso tra i parametri che determinano la prestazione energetica complessiva, e quindi la classe energetica, di un edificio.

Prima dell’entrata in vigore della DGR 1275/15 della Regione Emilia-Romagna il 1 ottobre 2015, e analogamente anche a livello nazionale nell’emettere l’Attestato di Prestazione Energetica  - APE - era necessario valutare solo i dati relativi al riscaldamento e all’acqua calda dell’immobile analizzato. Il DM nazionale 26/06/2015  e la  DGR regionale 1275 hanno introdotto nel calcolo dell’EP anche la ventilazione meccanica controllata e il raffrescamento estivo per tutte le unità immobiliari, anche residenziali, in cui tali servizi energetici siano presenti. Nel calcolo dell’indicatore di prestazione energetica EP che determina la classe energetica dell’edificio rientrano anche l’illuminazione e il trasporto (es. ascensori), questi ultimi però solo per gli immobili non residenziali.

Il calcolo dello scambio termico per ventilazione, che rientra nel calcolo globale della prestazione energetica dell’edificio, viene condotto secondo quanto riportato nella Specifica Tecnica UNI TS 11300-1:2014, profondamente revisionata nel capitolo dedicato alla ventilazione nell’ottobre 2014. In particolare la nuova norma di calcolo individua due portate di ventilazione che devono essere calcolate per ogni sistema edificio-impianto:

1) una portata di ventilazione di riferimento: entra nel calcolo del fabbisogno energetico dell’involucro edilizio e, indipendentemente dalla presenza o meno di un impianto di ventilazione meccanica, fa riferimento a una aerazione naturale in condizioni standard

2) una portata di ventilazione effettiva: confluisce nel calcolo della prestazione energetica dell’edificio e tiene conto dalla presenza e delle caratteristiche di un eventuale impianto di ventilazione meccanica

Nel caso in cui non sia presente nessun impianto di ventilazione meccanica controllata la ventilazione di riferimento e quella effettiva coincidono.

L’immobile oggetto della certificazione energetica ricade sempre in uno dei seguenti casi: 

  • edifici nei quali si ha la sola aerazione dei locali, o ventilazione naturale;
  • edifici nei quali si ha solo ventilazione meccanica;
  • edifici nei quali si ha ventilazione ibrida, ovvero sia naturale che meccanica;
  • edifici nei quali la ventilazione meccanica è assicurata dall’impianto di climatizzazione.

 
1. Ventilazione naturale

Gli edifici dove è presente solo la ventilazione naturale il calcolo della portata effettiva di ventilazione coincide con quello della portata di ventilazione in condizioni di riferimento, e si basa pertanto su dati standardizzati di aerazione standard variabili in funzione della destinazione d’uso dell’immobile.

2. Ventilazione meccanica

Per quanto riguarda il calcolo della portata di ventilazione effettiva, negli edifici che hanno la  ventilazione meccanica controllata oltre alla portata nominale della ventilazione meccanica si tiene conto della portata d’aria aggiuntiva dovuta agli effetti del vento nel periodo di non funzionamento dell’impianto di ventilazione meccanica, dell’efficienza di regolazione dell’impianto di VMC e naturalmente dell’efficienza di un eventuale recuperatore di calore.

3. Ventilazione ibrida

Si ha una ventilazione ibrida,  ovvero sia ventilazione meccanica sia ventilazione naturale, quando l’edificio è dotato di sistemi di aperture che vengono attivate quando si arresta la ventilazione meccanica. In questi casi il calcolo della portata di ventilazione effettiva è molto simile a quello per gli edifici con ventilazione solo meccanica, con la sola aggiunta del calcolo della portata d’aria media giornaliera ottenibile con la ventilazione naturale.

4. Ventilazione meccanica assicurata dall’impianto di climatizzazione

Caso sempre più diffuso, soprattutto per le destinazioni d’uso commerciali e direzionali, sono gli edifici nei quali la ventilazione meccanica è assicurata dall’impianto di climatizzazione: in questo caso, la portata d’aria si calcola solo per i periodi di non attivazione della climatizzazione, utilizzando le stesse formule previste per la ventilazione meccanica controllata o ibrida. Nei periodi in cui la climatizzazione non è in funzione, infatti, l’impianto di climatizzazione viene equiparato in tutto e per tutto ad un impianto di ventilazione meccanica o ibrida.

Il calcolo delle portate di ventilazione brevemente illustrato in questo post è fondamentale per ottenere una valutazione più completa e precisa della prestazione energetica dell’immobile, e per premiare gli edifici in cui la ventilazione è progettata e studiata per gestire al meglio l’efficienza energetica dell’immobile. Il calcolo si è molto evoluto rispetto al passato nell’ottobre 2014, con la revisione della norma 11300-1:2014 e con l’introduzione dei concetti di ventilazione di riferimento e di ventilazione effettiva. Dal 1° Ottobre 2015 poi, con l’introduzione anche della ventilazione meccanica tra i servizi energetici che determinano la classe energetica dell’immobile, diventa fondamentale per i tecnici e per gli addetti ai lavori essere tecnicamente preparati e aggiornati in materia di ventilazione meccanica controllata.

 

 

 


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