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Il BIM – Building Information Modeling – è l’acronimo più conosciuto ma nel tempo si sono aggiunte altre sigle che caratterizzano i diversi ambiti a cui si può applicare. Vediamo insieme i significati delle sigle più usate dai professionisti del settore

  1. HBIM e Scan2BIM
  2. BIM in Cantiere + BIM 4D e 5D
  3. Interoperabilità e IFC
  4. Life Cycle BIM
  5. Structural BIM
  6. BIM 4 Sustainability e BIM 4 Energy Analysis

HBIM e Scan2BIM

HBIM ovvero Historical (o Heritage) Building Information Modeling è un processo che viene applicato agli edifici esistenti, sia le case private sia gli edifici pubblici e storici, per realizzare un modello tridimensionale dell’edificio esistente usando il BIM.

Un modello 3D intelligente che contiene tantissime informazioni utili per ricostruire la storia dell’edificio.

Sia l’HBIM sia lo Scan2BIM partono da un rilievo digitale con laser scanner per ottenere nuvole di punti che permettono di creare un modello 3D.

L’HBIM permette di gestire molti dati, ottimizzare costi e risorse per valutare la migliore ipotesi di intervento per riqualificare l’edificio.

BIM in cantiere: BIM 4D e 5D

Il BIM può essere molto utile all’organizzazione del cantiere per:

  • Tenere conto del contesto: caratteristiche del terreno, eventuali criticità o vincoli, le infrastrutture intorno
  • Integrare le informazioni che riguardano la struttura e la parte architettonica nel modello del contesto, anche in formato IFC.

Le librerie BIM permettono modellare un cantiere virtuale uguale a quello reale. Si tratta, quindi, di un nuovo modo di progettare il cantiere e di un aiuto a mantenere la sicurezza in cantiere in quanto sarà possibile fare dei controlli per verificare che tutte le lavorazioni avvengano secondo le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro e per completare il progetto nei tempi previsti senza errori.

Si parla di BIM 4D per la possibilità di visualizzare l’evoluzione temporale del modello BIM nel tempo e quindi capire come cambierà il cantiere nel tempo in modo da analizzare e tenere sotto controllo i tempi di costruzione.

Il BIM 5D, invece, si può fare l’analisi dei costi, si possono avere prezziari localizzati e fare computi in maniera automatica, evitando errori.

Esistono, poi, anche:

  • BIM 6D: per la gestione dopo la realizzazione dell’intervento, ovvero per pianificare la manutenzione o gestire l’eventuale dismissione
  • BIM 7D: permette di valutare la sostenibilità sociale, economica e ambientale del progetto.

Interoperabilità e IFC

L’interoperabilità è la capacità di scambiare i dati del modello 3D tra diverse piattaforme per gestire tutto il ciclo di vita dell’edificio: prima, durante e dopo la costruzione o l’intervento di riqualificazione.

 L’accessibilità ai dati del modello e l’interoperabilità sono possibili tramite l’IFC – “Industry Foundation Classes”, lo standard internazionale aperto utilizzato dai software di progettazione più conosciuti.

Con l’IFC sono stati superati i limiti dei classici file DWG o DXF ed è possibile scambiare facilmente le informazioni tra software e di:

  • mantenere intatte le informazioni geometriche e che riguardano i materiali
  • evitare errori e
  • risparmiare tempo.

Life Cycle BIM o BIM e PLM

Molto interessante la relazione tra il BIM e il PLM – Product Lifecycle Management – ovvero la gestione del ciclo di vita del prodotto dalla fase di progettazione, nel caso di edifici nuovi, alla commercializzazione e dal progetto della riqualificazione fino alla manutenzione nel tempo nel caso di edifici esistenti.

Lavorare in modalità BIM permette di tenere sotto controllo tutte queste fasi, di lavorare con dati e tempi precisi, di prevedere l’evoluzione dell’edificio nel tempo e prevenire eventuali danneggiamenti.

Structural BIM

Il BIM (Building Information Modeling) permette agli ingegneri strutturisti di prendere decisioni progettuali più consapevoli, automatizzare la documentazione e avere il pieno controllo del progetto, a livello strutturale e di come la struttura interagisce con le altre componenti.

Gli strutturisti possono progettare, disegnare, costruire e documentare dettagli costruttivi del sistema strutturale.

BIM 4 Sustainability e BIM 4 Energy Analysis

 Con l’uso del BIM si possono fare valutazioni di impatto ambientale per inserire nel progetto accorgimenti che permettono di tenere conto dei consumi energetici e di realizzare un edificio sostenibile o di riqualificarne uno esistente in modo che abbia consumi più bassi e sia più confortevole per chi lo abita.

L’uso del BIM permette di risparmiare molto tempo nei progetti che mirano al raggiungimento della certificazione LEED.

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